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PITTORE
Piergiorgio Plebani, nato nel 1934 nella bergamasca e trasferitosi da giovane nell’hinterland di Milano, dove è mancato nel 2014, è stato per tutta la sua vita un artista poliedrico.
Fare un’analisi a posteriori significa dare voce a chi non può più parlare, ma è certo che i sentimenti profondi che pervadono le opere del Maestro Plebani parlano per lui...di fatica, disperazione e lotta ma anche di fede, di ricerca di verità, di rinascita e riscatto, ma soprattutto ci fanno capire con che intensità ha vissuto la vita.
Il MESSAGGIO che le opere ci suggeriscono è che l’uomo rappresentato nel suo aspetto essenziale e spogliato degli elementi caratterizzanti, diventa simile a tutti gli altri e nel proprio intimo combatte gli stessi demoni ed affronta le stesse battaglie di tutti.
E’ la VERITA’ del messaggio del Maestro Piergiorgio Plebani, che da studioso di testi antichi, epici, mitologici e religiosi, trascende tempo e spazio, restando sempre attuale; ora come allora…
Dal temperamento ecclettico, Plebani è stato uomo di fede, atleta, operaio, dagli anni 60 fino alla fine degli anni 70 anche musicista e attore di cinema e dagli anni 70 ai 90 attore di teatro…e chissà quanto altro ancora che purtroppo non ci è dato sapere.
Dai primi anni 90 fino all’inizio degli anni 2000 Plebani decide di concentrare nella pittura il suo estro artistico mettendo così a frutto lo studio delle belle arti, realizza opere che non sono solo semplici immagini ma STORIE raccontate. Osservando le sue opere si viene trasportati nel racconto di storie bibliche ed epiche ma che risuonano nell’animo di ognuno come consapevolezza del quotidiano, rivelando così un talento interpretativo acquisito dalla pratica di altre arti nella vita vissuta, che gli consente di maturare una propria inconfondibile coerenza artistica.
La possanza dei personaggi e la forza ed il dinamismo delle azioni rappresentate escono dal quadro e ci catturano grazie anche alla varietà, alla scelta e spesso all’abbondanza del CROMATISMO con cui Plebani realizza le sue opere.
La dimensione delle opere e dei soggetti rappresentati, così come il numero e la quantità delle pennellate e dei colori ci fanno capire come il maestro Plebani non si sia risparmiato nella sua ricerca di verità. La ripetizione quasi maniacale dei temi rappresentati ci suggerisce il tentativo di compenetrare il loro mistero, attraverso il mantra della pittura.
L’evolversi della sua continua ricerca si tramuta nell’evoluzione delle forme rappresentate...così le sembianze umane ritratte nei disegni realizzati nel periodo degli studi del disegno classico


si trasformano, diventando una rappresentazione quasi anatomica del corpo, dando così vita ad uno stile del tutto personale che diventa il suo MARCHIO d’artista, unico e del tutto riconoscibile.
Il risultato di tutto questo è che un’opera realizzata dal maestro Plebani si riconosce al primo colpo d’occhio…
Senza dubbio, si ha la certezza di essere di fronte ad “un Plebani”.
Buona scoperta.
POETA e MUSICISTA
All'inizio della sua esperienza d'artista troviamo un Plebani poeta e musicista.
Nella metà degli anni '60 si esibisce declamando i suoi versi e accompagnandosi con la chiatarra nel famoso cabaret milanese “Cassina de Pomm” storico locale situato in via Melchiorre Gioia, lungo il Naviglio Martesana, noto per essere frequentato da artisti del calibro di Enzo Jannacci, Walter Chiari e Renato Pozzetto.

Nello stesso periodo viene pubblicato un volumetto di poesie intitolato “I canti del Plebani” sul quale si trova una nota bografica che lo definisce come “falegname poeta di Sesto San Giovanni”.
Il volumetto è attualmente contenuto nel Fondo librario Enrico Baj presso il MART di Rovereto.

Questa traccia documentale sposta la figura del Plebani dal circuito del semplice cabaret folk milanese tradizionale
verso quello della poesia performativa e delle avanguardie, spiegando così l'interesse e la conservazione dei suoi testi da parte di un Maestro del calibro di Bay.
A seguito una rara testimonianza.

ATTORE
Il Maestro Plebani, confermando un interesse eclettico che gli consente di spaziare attraverso diversi generi artistici, negli anni ’70 prende parte a diverse produzioni cinematografiche proprie di quel periodo storico entrate nella “Golden Age ” della cinematografia italiana,
e negli anni successivi anche a diverse produzioni teatrali.
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